Da Molisetabloid.it del 16/10/2013

Da Molisetabloid.it del 16/10/2013 FOGGIA. Dopo una prima presentazione svoltasi lo scorso anno a Campobasso, presso la sede Unimol di via De Sanctis (I edificio polifunzionale – ex Facoltà di […]

Da Molisetabloid.it del 16/10/2013

FOGGIA. Dopo una prima presentazione svoltasi lo scorso anno a Campobasso, presso la sede Unimol di via De Sanctis (I edificio polifunzionale – ex Facoltà di economia), è stato nuovamente esposto al pubblico il risultato di una ricerca congiunta che ha visto impegnati i docenti dell’ateneo molisano con colleghi pugliesi. La ricerca in questione si intitola “Geografia: dalla ricerca alla didattica. Kant e Gogol’, due autori a confronto” pubblicata in un piccolo ma significativo volume, un quaderno di testi inediti per essere più precisi, curato da Angela Landolfi. La presentazione si è svolta questo pomeriggio a Foggia presso la sala della Musica dell’Istituto di Cultura e lingue Marcelline. Presenti al Tavolo dei relatori la Legale Rappresentante dell’Istituto Marcelline, suor Anna Monia Alfieri, il dirigente scolastico dell’Istituto, Stefania Tetta ed i docenti Unimol Lorenzo Scillitani e Rosanna Alaggio. “Immanuel Kant – le parole di Scillitani – è noto per essere stato un grande filosofo. E’ meno noto per essere stato uno studioso, e un docente, di geografia, all’insegnamento della quale dedicò un numero di corsi maggiore di quelli dedicati all’etica, al diritto, alla fisica teoria, alla matematica ed alla metafisica. Il Kant professore di geografia ritiene di poter individuare nella geografia (intesa nella sua valenza descrittiva e rappresentativa di luoghi , terre e mari, e dei loro confini proiettati in uno scritto) un fattore decisivo di identificazione di elementi conoscitivi già carichi di significati filosofici. In tal senso Kant riconosce che è la Geografia a fondare la Storia poiché gli avvenimenti debbono pur rapportarsi a qualcosa”. ” Kant – spiega Alaggio – si esprime in termini di primato: <>. Gogol’ invece afferma che la storia deve unicamente servire ad illuminare di ricordi l’universo geografico del bambino. Il passato per essere evocato deve essere sorprendente ed avere interessi puramente geografici. Allo stesso tempo quando l’allievo studia la storia è d’obbligo mostrargli i luoghi in cui essa si è svolta. Così la geografia si unirà alla storia e formerà con essa un tutt’uno indissociabile”.