Da Molisetabloid.it del 10/01/2014

Da Molisetabloid.it del 10/01/2014 Si sta svolgendo in questo momento, presso il Liceo Poerio di Foggia, in Corso Roma, il Convegno Nazionale intitolato “Primo Giorno di Scuole. Liberare la responsabilità […]

Da Molisetabloid.it del 10/01/2014

Si sta svolgendo in questo momento, presso il Liceo Poerio di Foggia, in Corso Roma, il Convegno Nazionale intitolato “Primo Giorno di Scuole. Liberare la responsabilità educativa”. L’evento, diviso in due sessioni (15.30-17.00/17.00-19.30) vede la partecipazione di Graziano Infante (Dirigente Scolastico Liceo Poerio), Andrea Ichino (Università di Bologna), Ivo Stefano Germano (docente Unimol), Anna Monia Alfieti (Gestore scuole paritarie), Giacomo Cecere (presidente Fidae Puglia), Elena Centemero (Camera dei Deputati), Donato Marzano (Direzione Generale Usr Puglia), Milena Santerini (Camera dei Deputati), Alba Sasso (Regione Puglia).

Intervista all’onorevole Elena Centemero, I Commissione Affari Costituzionali, VII Commissione Cultura – Camera dei Deputati

Onorevole Centemero, anche Lei a Foggia per questo evento che vuole essere un pò una sorta di precisazione sul ruolo della scuola, o meglio dele scuole, nella società odierna. Qual’è secondo Lei l’importanza di questo evento a carattere nazionale?

elena centemero
L’onorevole Elena Centemero
“L’incontro odierno vuole essere un momento di riflessione sul valore di educazione e, soprattutto, sulla responsabilità dell’educare che coinvolge non solo genitori o istituti religiosi, solo per citare qualche realtà del panorama educativo, ma che deve essere condivisa ed applicata da tutte le istituzioni e dalla stessa società, in ogni suo componente. Quello che viene ribadito è la libertà di scelta educativa, il diritto di libertà di scelta educativa che possa avvenire o in una scuola pubblica o privata/paritaria”.

Un acceso dibattito, relativo proprio all’accostamento-opposizione tra scuola pubblica e paritaria, “spacca” letteralmente l’opinione pubblica. Qual’è la condizione di queste due realtà educative considerato anche il panorama politico attuale oltre alla diffusa “credenza popolare” che vede gli istituti pubblici come quelli “liberi” e quelli paritari come “scuole per ricchi”?

Scuola pubblica e paritaria vivono le stesse condizioni che soddisfano gli stessi bisogni. Il punto fondamentale è la qualità dell’offerta formativa. L’opinione pubblica ed alcune forze politiche sono esclusivamente interessate al solo finanziamento della scuola statale. Su tale questione, l’argomento trattato con maggiore emergenza riguarda l’assunzione del personale. Ecco che allora si crea uno scontro ideologico fondato su meri presupposti economici che vedrebbero la scuola paritaria “sottrarre” fondi a quella pubblica. Ma non è affatto così. La scuola deve avere al centro dei propri interessi gli studenti e le famiglie di qualsiasi condizione sociale ed economica le quali hanno il pieno diritto di essere libere di scegliere dove mandare i figli a studiare. La nostra è, dunque, una battaglia di libertà, libertà per le famiglie di scegliere ciò che si ritiene più giusto per i propri figli”.

Lei ha figli?
“No, ma ho due nipoti che frequentano una scuola paritaria. Io stessa ho frequentato una scuola paritaria ed ho avuto anche delle esperienze di insegnamento in istituti statali”.

Tornando al titolo del convegno, Primo giorno di Scuole, si intende sottolineare l’inizio di una collaborazione che ponga le due forme di istituti educativi allo stesso livello su una logica di pluralità dell’offerta.

“Sì, è esattamente così. L’incontro di oggi è un’occasione per mostrare il cammino compiuto fino ad oggi e mettere in evidenza la possibilità di scelte al plurale, poichè credo alla pluralità, pluralità di pensiero e di punti di vista che si confrontino in maniera costruttiva. Parliamo di un pluralismo scolastico che non deve essere inteso come nulla di diverso dalla scelta che gli adulti già oggi compiono se frequentare l’università pubblica o quella privata. Questa cosa è stata tranquillamente accettata dalla nostra società ma la questione non si discosta molto dalla realtà scolastica se non per la classe d’età cui appartengono gli studenti”. GDP